ERNIA DEL DISCO: niente paura! Ho degli esercizi specifici che fanno al caso tuo

Nell’articolo di oggi voglio parlarti della patologia che più spaventa chi soffre di mal di schiena: la famosa ERNIA DEL DISCO.

Ti voglio raccontare la storia di un mio paziente di nome Filippo, che grazie al mio Metodo Colonna Protetta, ha risolto il suo problema di ernia tornando a vivere serenamente.

Ma facciamo un passo indietro e partiamo dall’inizio…

Filippo per gran parte della sua vita, ossia 31 anni, non sapeva nemmeno il significato della parola mal di schiena.

Aveva sentito parlarne qualche volta da qualche parente più anziano ma non pensava nemmeno lontanamente che un giorno sarebbe potuto capitare anche a lui.

Un bel giorno, dopo l’ennesima partita di calcetto settimanale con gli amici, Filippo avvertì un leggero indolenzimento alla zona lombare, li per lì non gli diede molto peso e si andò a fare la doccia come nulla fosse.

Tornò a casa, cenò e poi si mise a dormire.

La mattina seguente, si alzò alla solita ora per andare a lavoro, scesa in garage, prese la macchina e si mise nel traffico di Roma per andare in ufficio.

Arrivato a destinazione, dopo solo 40 minuti, aprì lo sportello, mise una gamba fuori dalla macchina, si alzò e di colpo sentì una fitta lancinante alla schiena.

Un fulmine a ciel sereno!

Rimase completamente bloccato, tanto che dopo qualche ora in ufficio dovette chiedere ad un collega di riportarlo a casa perché non sarebbe riuscito a guidare.

Rimase per cinque giorni chiuso in casa, tra letto e divano, con fortissimi dolori e usando costantemente antidolorifici.

Dopodichè mi chiamò e mi raccontò la sua storia.

Io fin da subito gli consigliai di farsi prescrivere una risonanza magnetica per vedere in maniera più approfondita ciò che era potuto succedere alla sua colonna, dato che finora Filippo non aveva mai avuto nulla di simile.

La fece, e dal referto emerse un’ernia espulsa a livello vertebrale L5-S1.

Inizialmente Filippo rimase molto spaventato dall’esito della risonanza, io lo rassicurai che non era in pericolo e che avremmo trovato insieme una soluzione al suo problema.

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Prima di raccontarti di come ho risolto il problema di Filippo, voglio farti capire di cosa stiamo parlando e cosa significa avere un’ “ernia del disco”.

L’ernia del disco è la problematica più comune della colonna vertebrale, talmente comune da essere presente anche in moltissime persone senza sintomi alla schiena.

Secondo alcuni studi scientifici è stata dimostrata la prevalenza dell’80% di dischi danneggiati in persone senza mal di schiena.

L’ernia è una patologia che colpisce il disco intervertebrale, ovvero quella struttura che si trova tra una vertebra e l’altra e che serve ad ammortizzare i carichi della colonna.

All’interno del disco c’è una struttura morbida chiamata “nucleo polposo”, che è circondata da una struttura chiamata “anello fibroso”.

Con il passare degli anni e con l’accumularsi di forze di carico in questa zona, l’anello fibroso del disco si può lacerare, ed il nucleo polposo può uscire verso l’esterno (ovvero erniare).

Andando verso l’esterno, il nucleo può andare a comprimere le radici dei nervi che partono dalle vertebre lombari e questo può infiammare il nervo compresso.

Nella maggior parte dei casi, questo processo degenerativo avviene molto lentamente nel corso di anni, per questo si trova anche in persone sane asintomatiche.

A volte però, come nel caso di Filippo, questo contatto tra nucleo erniato e strutture nervose è tutt’altro che asintomatico. Infatti può diventare una vera e propria tortura.

Il contatto tra ernia e disco solitamente porta all’instaurarsi di un’infiammazione del nervo stesso: a livello lombare, il nervo più colpito è il famosissimo nervo sciatico, che Filippo ha imparato a conoscere molto bene purtroppo.

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Tornando appunto al caso di Filippo, diminuito il dolore lombare, gli rimase un grande dolore a livello della gamba destra, proprio lungo il decorso del nervo sciatico.

Era quello il sintomo principale che lo costringeva a lavorare da casa e non poter riprendere le attività di vita quotidiana che era solito effettuare.

Molte volte questo dolore, che mi descriveva essere tipo una forte scossa, gli impediva di dormire bene la notte.

Adesso che hai capito cosa è un’ernia del disco, che sintomi può comportare, vediamo insieme qual è la strada migliore che puoi intraprendere se hai anche tu questi disturbi.

Tutti inizialmente pensano che si debbano operare, ma in realtà al giorno d’oggi, le linee guida neurochirurgiche internazionali ci dicono che l’intervento è l’ultima opzione se i precedenti trattamenti non hanno portato a risultati.

A meno che non sussistano dei requisiti per i quali l’intervento chirurgico di asportazione dell’ernia non risulti necessario, ovvero: 

  • Perdita di sensibilità della gamba colpita;
  • Perdita totale di forza della gamba colpita;
  • Dolore acuto continuo e resistente ai farmaci;
  • Rapida perdita di tono muscolare.

Se hai uno di questi sintomi allora la cosa migliore è farti visitare al più presto da un neurochirurgo!

Altrimenti l’opzione più consigliata, sempre secondo quelle linee guida, è l’approccio riabilitativo fisioterapico.

Arriviamo adesso a ciò che ho impostato per risolvere definitivamente il problema di Filippo: 

  1. In fase acuta, abbiamo effettuato delle tecniche manuali per ridare un po’ di mobilità alla zona lombare e far “respirare” un pochino il nervo compresso;
  2. Successivamente abbiamo effettuato alcune sedute di terapia strumentale antinfiammatoria per ridurre appunto lo stato infiammatorio del nervo e diminuire il dolore alla gamba di Filippo;
  3. Già (solamente) facendo queste sedute, il dolore di Filippo si era trasformato in un leggero formicolio lungo la gamba e sotto il piede; sembrava rinato!
  4. Dopo qualche giorno, non appena la situazione si era stabilizzata, ho iniziato a fargli fare degli esercizi specifici mirati al ripristino della muscolatura addominale e gradualmente anche della gamba colpita;
  5. Una volta capito che l’incubo stava per finire ho consigliato a Filippo alcuni accorgimenti che doveva adottare nella vita quotidiana e dei piccoli cambiamenti del suo stile di vita.

Tutto questo ha portato al successo del trattamento!

La cosa principale, su cui io insisto molto, è farti capire che una volta trattato e finita la fase acuta di dolore, per non tornare più a soffrire come prima devi attuare dei cambiamenti all’interno della tua vita che ti porteranno alla risoluzione completa. 

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È questa la vera arma più potente che ci sia.

E per fare ciò intendo degli esercizi specifici che ti assegnerò fatti su misura per te, per il tuo problema, che tu dovrai eseguire come mantenimento.

Molti studi dimostrano l’efficacia di questi esercizi anche a lungo termine.

Il vantaggio principale di questi esercizi è facile da capire: più i muscoli sono efficienti, migliori sono i movimenti della colonna lombare.

Se la colonna si muove bene, la tolleranza la carico è maggiore, e le micro-sollecitazioni diminuiscono.

Come conferma ulteriore, altri studi ci dicono che l’inattività fisica (sedentarietà) siano fattori negativi per la salute della colonna.

Nei soggetti sedentari, infatti, si sono visti dischi più assottigliati e quindi più fragili e muscoli meno voluminosi e quindi più deboli.

Ti ho raccontato la storia di Filippo per farti capire che, anche se ti viene diagnosticata un’ernia del disco, non vuol dire per forza essere condannato a morte.

Con il giusto approccio si possono ottenere degli ottimi risultati e potrai tornare ad avere sia un ottima qualità di vita che anche risultati sportivi di alto livello.

Ovviamente ogni caso è a se, ogni persona ha un proprio fisico e la propria condizione, però l’importante è che capisci che una soluzione c’è, esiste ed è alla portata di tutti.

Se vuoi anche tu, come Filippo, risolvere definitivamente il tuo mal di schiena ti consiglio di scaricare la mia guida gratuita.

La trovi all’interno della sezione risorse gratuite di questo blog al link seguente 

Solo successivamente ti consiglio di contattare la mia segretaria e prendere un appuntamento con me per valutare lo stato della tua colonna.

Al prossimo articolo

Dott. Francesco Salvatori

Creatore del Metodo Colonna Protetta

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